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Africa: povertà, fame e land grabbing

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Land Grabbing: L'assalto dei ricchi alle terre dei poveri

Anno di produzione 2011, autrice Chiara Rossi

Tesi scritta da Chiara Rossi, laureanda alla Facoltà di Scienze Politiche di Pisa, sul fenomeno del land grabbing, letteralmente furto di terre, che consiste nell'accaparramento di terre in paesi del Sud del mondo, da parte di imprese e governi di paesi a reddito medio alto.

Il fenomeno è partito nel 2008 per iniziativa della Daewoo, multinazionale sudcoreana, che in Madagascar era riuscita ad ottenere, in comodato gratuito per 99 anni, un'estensione di terra grande come il Belgio. Motivo: garantire alla Corea del Sud la fornitura di cibo in vista di un futuro incerto.

In seguito vari altri paesi hanno seguito l'esempio (Cina, Arabia Saudita, Qatar) garantendosi terre soprattutto in Africa (Sudan, Etiopia, Madagascar, Mozambico), Sud Est asiatico (Cambogia, Laos, Filippine, Pakistan, Indonesia), ed anche in Europa orientale (Ucraina), per la produzione di derrate agricole destinate ai propri paesi, sia per motivi alimentari che per la produzione di bio-etanolo.

Il fenomeno, che ha tutta l'aria di un ritorno al colonialismo vecchia maniera, pone gravi problemi non solo di indipendenza politica ed equo trattamento economico, ma anche di fame e autosufficienza alimentare, perché la terra accaparrata è quella migliore sottratta ai contadini del luogo.

La tesi di Chiara fornisce informazioni minuziose e puntuali su ogni aspetto del fenomeno. Ma la presentiamo in due diverse versioni, integrale e sintetica, per le diverse esigenze dei lettori. Alleghiamo anche due altri documenti prodotti da Re:common: "Gli arraffa terre" e "Rapporto Senegal" che mettono entrambi in evidenza il coinvolgimento di imprese italiane con il land grabbing nel continente africano.