Guida per la discussione all'argomento: «Le paure sociali che ci tengono legati alla crescita: come superarle?»
Finalità:
Discutere l'obiezione secondo la quale la decrescita mette in crisi l'occupazione e le entrate fiscali. Mettere a fuoco i meccanismi che legano il lavoro salariato e il sistema fiscale alla crescita. Discutere la funzione del lavoro, le varie forme di lavoro possibile, come garantire a tutti da vivere senza fare aumentare i consumi. Come garantire al pubblico risorse adeguate in un contesto di economia raffreddata.
Temi proposti per l'approfondimento:
Il legame fra lavoro salariato e crescita dei consumi.
La funzione del lavoro e le forme di lavoro possibili oltre quello salariato.
La struttura dell'occupazione: le professioni di cui potremmo fare a meno e quelle da potenziare.
Il legame fra entrate fiscali e crescita della ricchezza.
Forme di contribuzione all'economia pubblica alternative al denaro.
Domande:
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A cosa serve il lavoro? Quante forme di lavoro conosciamo?
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Tutte le forme di lavoro hanno bisogno di crescita o solo quello salariato? Rimanendo all'ambito privato, quali forme di lavoro possiamo potenziare per permettere a tutti di soddisfare i propri bisogni senza far crescere i consumi?
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Se valutassimo i settori produttivi in base all'utilità e alla sostenibilità, che percentuale di posti di lavoro stimiamo di dovere eliminare? Si tratterebbe di una perdita secca o altri mestieri e altri settori andrebbero potenziati in un'ottica di sostenibilità?
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Quali richieste immediate avanzare al sindacato, ai partiti, alle istituzioni per favorire lo spostamento produttivo e redistribuire il ridotto ammontare di lavoro salariato?
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L'economia pubblica va concepita unicamente come un comparto che spende o che produce anche ricchezza? La sua capacità di produrre ricchezza su cosa si fonda?
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Per la parte che produce ricchezza, si possono immaginare forme di contribuzione collettiva che non risentono dell'andamento dell'economia generale?
Documentazione:
Questo tema è già un tema di cerniera fra presente e futuro. In altre parole non siamo più nel campo di ciò che è misurabile, ma di ciò che è opinabile in base alle convinzioni morali, sociali, politiche. Per questo i contributi si fanno più rari e in ogni caso consistono in suggestioni, proposte, interpretazioni. Pertanto ci limitiamo a indicare alcuni autori ed opere di riferimento. Le vostre riflessioni serviranno ad accrescere la bibliografia.
- Ivan Illich: Lavoro ombra
- Jeremy Rifkin: La fine del lavoro
- Lester Brown: Ecoeconomy
- Maurizio Pallante: La decrescita felice
- Francesco Gesualdi: Sobrietà
- Andrè Gorz: Miserie del presente, ricchezza del possibile