UN SITO AL SERVIZIO DI CHI VUOLE COSTRUIRE PIU' EQUI RAPPORTI NORD SUD, DIFENDERE I DIRITTI A LIVELLO GLOBALE, IMPEGNARSI PER UN'ECONOMIA EQUA E SOSTENIBILE A PARTIRE DALLA NOSTRA QUOTIDIANITA'

 

 

 


 

RICERCA COLLETTIVA PER DELINEARE UN MODELLO DI SOCIETA' EQUA, SOLIDALE, SOSTENIBILE, CAPACE DI GARANTIRE DIRITTI PER TUTTI NEL RISPETTO DEI LIMITI DEL PIANETA

Un compito che non possiamo più rinviare perchè senza un modello di società non si riesce neanche a fare la politica del giorno per giorno


L'appello

I gruppi di discussione che si sono costituiti

Il programma di lavoro

Il tema in corso: «c'è ancora spazio per la crescita?»

 

 

 

DIFFONDI "l'altra via"

DICEMBRE 2009. E' disponibile in formato gratuito "L'Altra Via - Dalla crescita al benvivere, programma per un'economia di sazietà " . Cliccate sull'immagine o sul comando in calce, scaricate e diffondete.

Quando si è mangiato a sufficienza, ogni altro boccone provoca malessere. Il pianeta è in stato comatoso, non esistono più le condizioni per inseguire il mito della crescita: è urgente ritrovare il senso di sazietà, imparare a fare i conti col senso del limite e nel contempo garantire sicurezze e dignità a tutti. Il nuovo e attualissimo saggio di Francesco Gesualdi è un invito a scrollarsi di dosso il senso di impotenza, a liberarsi dall'idea che non esiste altro sistema economico all'infuori di questo. Un'altra economia è possibile: è l'economia del benvivere, punto di incontro tra sobrietà e solidarietà. 

LE PRIME 100 MULTINAZIONALI DEL MONDO

AGOSTO 2009. Nel 2008 le prime 100 multinazionali del mondo hanno avuto un fatturato complessivo pari a 12.000 miliardi di dollari, che corrisponde ad un quinto del prodotto lordo mondiale. Considerato che le multinazionali in tutto sono circa 80 mila si intuisce quanto sia ampia la parte di produzione che ricade sotto il loro controllo.

Mettendo a confronto PIL e fatturato si scopre che delle prime 100 economie mondiali 47 sono multinazionali.

 

LA POVERTA' IN ITALIA

AGOSTO 2009. In Italia, nel 2008, le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie residenti. Nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui poveri, il 13,6% dell’intera popolazione. 1 milione e 126 mila famiglie (il 4,6% delle famiglie residenti) risultano addirittura in condizione di povertà assoluta per un totale di 2 milioni e 893 mila individui, il 4,9% dell’intera popolazione.

 

UNA CRISI TUTT’ALTRO CHE PASSEGGERA

LUGLIO 2009. Ormai tutti gridano al successo, affermano che ci stiamo lasciando la crisi alle spalle. Ma Guido Viale afferma che ci dobbiamo abituare a convivere con la crisi perchè è molto più profonda di quella che vogliono farci apparire. Tesi condivisa da Francesco Gesualdi che in quest’articolo espone le cause della crisi e possibili vie d’uscita.  

 

ACQUA PUBBLICA A GESTIONE PRIVATA

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LUGLIO 2009. Regna molta confusione sotto il pelo dell’acqua. Confusione di ruoli, confusione di idee, confusione di termini, in una parola confusione politica, che poi è ciò che interessa. Per cominciare: come è gestita oggi l’acqua? In regime pubblico o privato? Se guardiamo alla proprietà potremmo dire pubblico, ma se guardiamo alla gestione è decisamente privata. Un articolo di approfondimento per capire meglio le cose.

 

 

SENZA POLITICA NON C’E’ BUONE PRATICHE

LUGLIO 2009. Difronte ad un mondo che si fa sempre più difficile, è forte la tentazione di rifugiarsi nelle piccole iniziative individuali e di gruppo che almeno ci danno la sensazione di avere raggiunto qualcosa di concreto. Aspirazione legittima, ma che va vista per quella che è: una tentazione per trovare l’illusione della pace interiore. Solo associandole ad una più ampia attività politica e di progettazione sociale, le buone pratiche possono dare buoni frutti. Di qui la proposta di avviare un lavoro di rete per fare nascere dal basso un nuovo pensiero politico.

 

 

IL SUD NELLA MORSA DEL DEBITO

LUGLIO 2009. Difronte alla crisi dell’economia globale, l’attenzione è concentrata sui disoccupati che crescono, le banche che falliscono, il debito pubblico in costante aumento. Ma non dobbiamo dimenticare i drammi vissuti dal Sud del mondo che questa crisi sta aggravando. 

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